Prestiti Inpdap secondo le tabelle

Molto spesso quando si parla di Prestiti Inpdap si fa riferimento anche a delle tabelle, che non sono altro che delle tavole che consentono di calcolare l’importo netto e lordo che si può ottenere per un determinato prestito in base alla tipologia del finanziamento, all’età di colui che lo richiede e dal valore dello stipendio del lavoratore o della pensione in caso di un pensionato.

Inoltre bisogna anche ricordare che queste tabelle fanno riferimento anche a prestiti inpdap che vengono erogati direttamente dall’Inps e che vengono finanziati dal Fondo Credito. Queste tabelle vengono utilizzate sia per quanto riguarda i Piccoli Prestiti Inpdap sia i Prestiti Pluriennali Diretti, mentre non valgono invece per i Prestiti Pluriennali Garantiti, in quanto quest’ultimi non vengono erogati dall’Inps ma dalle banche o da società finanziarie.

I Prestiti Inpdap di solito sono rimborsabili attraverso la formula della cessione del quinto, ovvero tramite la trattenuta di una parte dello stipendio (o della pensione) fino ad un massimo di un quinto di esso. In pratica, la prima cosa da fare per conoscere quanti soldi si possono ricevere da un finanziamento è calcolare il quinto che può essere ceduto, ovvero la parte dello stipendio che può essere utilizzata per quanto riguarda l’importo della rata.

Andiamo ora ad analizzare quelli che sono gli elementi che costituiscono queste tabelle. Con il termine “interessi di differimento” si intendono gli interessi di preammortamento per quanto riguarda il rimborso delle rate. Nelle tabelle inoltre sono presenti le sigle GDM (che indica il giorno del mandato) e NGD (che fa riferimento al numero di giorni di differimento). Ma non è finita qui: le spese di amministrazione sono sempre dello 0,5% dell’importo lordo del prestito. Le aliquote dei fondo rischi invece sono necessarie per calcolare a quanto bisogna pagare per il fondo di garanzia. Questo aspetto varia a seconda di diversi fattori, come la durata del finanziamento e l’età del richiedente sia al momento della richiesta e sia nel momento in cui il prestito scadrà.

Come già descritto in precedenza, esistono diversi tipi di tabella in base al prestito di cui si ha bisogno. Quindi ci sono delle tabelle per i Piccoli Prestiti ed altre per i Prestiti Pluriennali Diretti.

I Piccoli Prestiti sono dei finanziamenti di piccola entità, che hanno un TAN fisso pari al 4,25% e di breve durata, da un minimo di un anno ad un massimo di quattro anni. Per questo motivo, in base alla durata del prestito, esistono quattro diversi tipi di tabelle per quanto riguarda i Piccoli Prestiti.

Nelle tabelle sono inseriti diversi fattori, tra cui l’importo lordo, la rata, gli interessi di differimento, le spese di amministrazione, le spese fondo di garanzia e anche l’importo netto, calcolato in base alle fasce di età. Queste fasce sono suddivise in questo modo: da 18 a 59 anni, da 60 a 64 anni, da 65 a 69 anni, da 70 a 74 anni, da 75 a 79 anni, da 80 a 84 anni e da 85 a 89 anni per i prestiti annuali, fino a 88 anni per quelli biennali, 87 anni per quelli triennali e 86 anni per quelli quadriennali. Per calcolare invece il tasso di differimento si deve moltiplicare la rata cedibile con il coefficiente che corrisponde al numero effettivo di giorni di differimento.

I Prestiti Pluriennali Diretti invece posso avere due tipi di durata: quinquennale oppure decennale. Per questi tipi di finanziamenti il TAN è sempre fisso, ma pari al 3,50%. Anche in questa tabella sono inseriti quei fattori già descritti in precedenza (importo lordo, rata, spese amministrative, spese fondo di garanzia e importo netto a seconda delle fasce di età). Per calcolare gli interessi di differimento bisogna svolgere anche in questo caso la stessa operazione già descritta prima.